Day -2
Nel momento in cui ITA4, partito da Catania, atterra all’aeroporto di Budapest, il DL arriva a Ciampino (appena dietro casa), dove lo attendono il PM e un cappuccino. In entrambi i casi il volo si rivela privo di eventi degni di nota, se non che il sonno profondo del DL viene interrotto prematuramente dal carrello degli snack che sbatte contro il suo ginocchio.
PM e DL prima di imbarcarsi
ITA4 che aspetta all’aeroporto
A BUD, i tre si riuniscono e cercano modi di passare il tempo aspettando il resto della delegazione, partito da Bergamo circa un’ora dopo. Dopo aver determinato che il grafo di “Ci vuole un fiore” non è un DAG, perché contiene un self loop, la scelta ricade sull’immancabile poker polacco, seguito da un fumoso tentativo di costruire un castello di carte di Optiver.
Castello di carte: before (hope)
Castello di carte: after (sadness)
Finalmente arrivano anche i componenti nordici, altrettanto illesi, ed è quindi ora di affrontare la situazione e lasciare l’aria condizionata. Infatti, a Budapest fa caldo. Si vota democraticamente per prendere due taxi (anziché i mezzi pubblici), e i sette vengono portati nei pressi dell’appartamento dove soggiorneranno per i prossimi due giorni.
La strada che porta dall’ingresso del palazzo a quello dell’appartamento non presenta particolari trappole mortali, fatta eccezione per un cactus decisamente troppo sporgente. Dopo essersi sistemati e spartiti le camere in modo non troppo democratico, il PM suggerisce di andare a cenare nel suo posto preferito di Budapest. Incredibilmente, gli altri si fidano.
Purtroppo ci sono tavoli liberi solo all’interno, dove fa più caldo che fuori. Peggio, restano solo due tavoli da quattro, per cui il gruppo si separa in {leader} U {contestant}. Durante la cena fa troppo caldo perché si verifichino cose interessanti, quindi andiamo oltre.
Il dopocena è occupato da una visita a due dei famosi ruin bars di Budapest: Szimpla Kert e Füge Udvar. Il primo è quello più noto e turistico, e infatti i prezzi della palinka fanno fuggire presto il team (non prima di aver fatto un tour del posto, che effettivamente merita). Il secondo è un po’ meno conosciuto e non è una trappola, quindi un certo numero di persone decide di prendere da bere, cercando nel frattempo di capire se il preprocessore di g++ sia Turing completo.
Ingresso di Szimpla
Per concludere la serata, l’STL propone di andare a visitare Piazza degli Eroi, una delle più belle di Budapest, e nel mentre fare una passeggiata. Piazza degli Eroi assomiglia a Piazza San Pietro a Roma, ma:
- è più piccola;
- è più brutta;
- non c’è nessun papa, mai;
- è transennata a 360 gradi, quindi non si può entrare;
- al posto delle statue dei santi ci sono quelle di eroi della storia ungara.
In particolare, il nome “degli Eroi” deriva dal fatto che per andare a visitarla bisogna avere molto coraggio.
Tornati al luogo dell’appartamento, i sette decidono di raggiungere il quarto piano in modi variegati. L’STL, il DL e il PM si accaparrano subito l’ascensore. ITA1 e ITA3 si teletrasportano, arrivando prima dei precedenti. ITA4 sale a piedi con calma. ITA2 aspetta il secondo giro di ascensore. Mentre qualcuno si precipita sulle docce, altri investigano un codice che non dovrebbe prendere 100 su bigsomma, ma lo fa.
Cosa riserverà loro l’indomani? C’è solo un modo di scoprirlo, e cioè leggere la prossima puntata del Diario™!